Recupero lunedì di Pasquetta e mercoledì 25 Aprile
Gli incontri saltati a causa della Pasquetta (lunedì 9 Aprile) e del 25 Aprile (mercoledì)
verranno recuperati il:
13 Aprile - venerdì
ed il
27 Aprile - venerdì
stessi orari dei giorni "ufficiali".
APERTI A TUTTI
purché validamente assicurati
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16.30 – 17.30 |
apertura palazzetto, registrazione partecipanti, riscaldamento |
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17.30 - 19.30 |
seminario |
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20.30 |
Cena (aperta a tutti - costo 15 € tutto compreso - necessaria la prenotazione) |
La consapevolezza del tenkan

-Pensate di essere una porta. Da un lato ci sono i cardini su cui si appoggia la rotazione. Aprite la porta.-
E con semplicità disarmante, il tenkan riesce alla perfezione. Si percepisce subito la differenza con il solito, vecchio tenkan, quello per cui devi impegnare mente e corpo, finendo per costruire un movimento che in realtà dovrebbe essere naturale. Guardia aperta, attenzione massima nello spostare il peso sulla gamba avanti, sguardo fisso su un punto davanti a te e ricordarsi poi di fissare il punto opposto, dopo aver ruotato. Ginocchia e caviglie in costante rischio e si parte. Un movimento faticoso, per nulla rapido, se non dopo anni di esperienza, un equilibrio instabile e risultato pressoché nullo. Un compagno ti afferra il polso e tu devi fare tenkan per spostarlo dalla tua traiettoria. Tu che devi spostare lui. Ma il compagno, soprattutto se principiante, rimane là, a fissarti con un'espressione interrogativa che ti lascia l'amaro in bocca e un dilagante senso di frustrazione. Allora pensi: “ora faccio un movimento ampio, circolare, bello potente, e me lo trascino dietro. Magari si destabilizza quel tanto che basta per fargli spostare i piedi e non farmi sentire un idiota.”
A volte funziona, ma solo perché chi ti afferra il polso non ha voglia di mettersi in gioco e non collabora affinché tu possa mettere in gioco te stesso. O più semplicemente ti asseconda. Il che significa che non ti sta comunque aiutando. Tuttavia pensi: “che sollievo! Sono riuscito a fare tenkan! Meno male che 'sto qui non ha fatto il bastardo.”
Conoscere il proprio corpo, la propria mente,









